La noetica. Piccole pseudoscienze crescono
“Il Simbolo perduto” e il piazzista della noetica
“Nel 1991, un documento è stato effettivamente chiuso nella cassaforte del direttore della CIA… Tutte le organizzazioni citate nel romanzo esistono veramente, come la massoneria… e l’Istituto di scienze noetiche.” 1 Molti avranno riconosciuto queste frasi. Sono contenute nel prologo dell’ultimo successo di Dan Brown (DB), “Il simbolo perduto”, pubblicato in Italia da Mondadori. Citiamo il romanzo di DB non tanto perché ci informa che il direttore della CIA è dotato di una propria cassaforte personale dove ripone diligente il lavoro d’ufficio e, magari, il panierino con la merenda; ma soprattutto perché sostiene la suggestiva tesi che la mente umana influenzi non solo lo stato, ma anche l’esistenza stessa della materia.
DB nel suo libro cita gli esperimenti dell’Istitute of Noetic Sciences (IONS) e del Princeton Engineering Anomalies Research Laboratory (PEAR), volti a dimostrare che il pensiero umano, se opportunamente indirizzato, è in grado di modificare il mondo fisico e produce cambiamenti fino al livello subatomico. Negli ultimi mesi, dopo che DB ha svelato al grosso pubblico l’esistenza delle “scienze noetiche”, è tutto un proliferare di corsi di formazione, libri, siti Web, blog e leggende a sfondo “noetico”.
La “noetica : chi era costei?
Qualcuno ricorderà che nel linguaggio filosofico occidentale la noesi (dal greco nòesis) designa la caratteristica intuitiva dell’intelletto, che Platone distingue dal pensiero discorsivo (dianoia), come forma di conoscenza superiore. Il concetto viene ripreso poi da Aristotele : la noesi è l’intellezione, il rapporto tra intelletto pensante e intelligibile pensato. Qualche secolo dopo, Plotino giunge ad eliminare la distinzione tra pensante e pensato, tra soggetto e oggetto, che divengono un’unità indissolubile. Concezione ricorrente, in versioni rivedute e corrette, nell’evoluzione di un pensiero filosofico che parte da Anassagora, passando per gli Gnostici, Leibnitz, Bergson, per giungere alla fenomenologia di Husserl. E, mi si consenta, all’approccio New Age di James Redfield e della sua “Profezia di Celestino”.
Recentemente c’è chi ha visto dei collegamenti anche con antichi testi della tradizione religiosa indiana, quali i Veda, in cui si trovano le descrizioni del ruolo della mente e della sua relazione con l’Assoluto. La noetica è dunque una branca della filosofia che riguarda lo studio della mente umana e dell’intuizione, in relazione con “l’Uno”, “l’intelletto divino”. Cerca di analizzare gli effetti della coscienza umana, soprattutto riguardo alle credenze e alle intenzioni che l’uomo manifesta in modo consapevole. La noetica ipotizza che il pensiero e lo spirito dell’uomo possono influire sul mondo fisico.
Il termine “Scienze Noetiche” è invece più recente ed è stato in un certo modo “ufficializzato” con la fondazione dello IONS nel 1973, in California, sorto per iniziativa di Edgar Mitchell. Costui è l’astronauta che partecipò ad una missione lunare con l’Apollo XIV2. Nel sito istituzionale dell’IONS si fornisce questa definizione : “Le Scienze Noetiche sono esplorazioni della natura e del potenziale della consapevolezza che utilizzano diverse vie di conoscenza – inclusa l’intuizione, la percezione, la ragione ed i sensi. Le Scienze Noetiche esplorano il “cosmo interiore” della mente (consapevolezza, anima, spirito) e come esso si relaziona con il “cosmo esteriore” del mondo fisico.” Lo IONS si propone di esplorare “le frontiere della coscienza, di costruire ponti tra scienza e spirito, di investigare la scienza dell’amore, del perdono e della gratitudine, … di comprendere le basi delle prevalenti visioni del mondo”. Mitchell afferma che la scienza convenzionale non può spiegare la realtà “inesorabilmente complessa e misteriosa”. Una profonda comprensione della coscienza potrebbe portare ad una nuova visione in cui “oggettivo e soggettivo, esterno e interno, diventano aspetti equivalenti del mistero dell’essere”.
Tra i suoi progetti più qualificanti, lo IONS annovera “una vasta bibliografia degli effetti fisici e psicologici della meditazione” e studi “sull’efficacia dell’intenzione compassionevole nel trattamento dei pazienti di AIDS”.3 Una sorta di effetto placebo per conto terzi. Lo IONS appare come un ibrido tra una società di studi filosofici e sociali e un gruppo di volontariato sociale, disposto a sganciare cifre considerevoli per potersi fregiare della qualifica di membro dello IONS. In effetti i membri dello IONS debbono effettuare una donazione annuale. E fin qui nulla di male.
Per chi fosse interessato, forniamo le cifre necessarie per entrare nel “Circle Program” dello IONS, ai vari livelli.4 Con una donazione dai 50 ai 100 mila dollari annuali potrete entrare nell’ Explorer’s Circle Level, che dà diritto ad essere invitati a colloqui riservati con amministratori, staff e colleghi dello IONS; mentre se potete spendere solo dai 20 a 49 mila dollari, dovrete limitarvi purtroppo a dei brevi incontri con lo staff senior dell’Istituto.
Con donazioni più basse si può accedere solo a dei Circle inferiori. Che comunque danno concreti vantaggi : per esempio con una donazione di 4999 dollari l’anno non solo avrai diritto ad una “considerazione prioritaria per mettere in luce il tuo lavoro d’ispirazione”, ma anche uno sconto di ben 250 dollari in caso di partecipazione ai programmi e simposi dello IONS. Un vero affare. Anche per i donatori più tirchi (1000 dollari) è previsto un trattamento di favore, una cena rigorosamente biologica “per riequilibrare i flussi energetici vitali” presso il campus dello IONS. Non a caso lo IONS si definisce una organizzazione “non profit”…
Vogliamo ricordare anche il tentativo di validazione incrociata realizzata tra lo IONS e DB : DB cita lo IONS per dare autorevolezza alle proprie affermazioni. Nel sito WEB dello IONS appare in bella evidenza il libro di DB, per ottenere a sua volta una validazione dal romanzo di successo che ne propaganda le attività.5 E’ un po’ come se il mago Otelma e quello di Arcella si citassero a vicenda nei rispettivi biglietti da visita, per ottenere ognuno un riconoscimento attraverso l’autorevolezza (presunta) dell’altro. Un espediente più comune di quanto non si creda, anche in ambito accademico.
Verso una parapsicologia quantistica?
Tuttavia l’operazione tentata dagli “scienziati noetici”, al di fuori dello IONS, assume vesti anche più sofisticate. Dopo decenni di indagini ed esperimenti in condizioni controllate, non si è riusciti a provare l’esistenza di fenomeni paranormali “a livello macroscopico”, quali la telecinesi, la telepatia, la premonizione, la rabdomanzia. E la cosa ormai comincia a circolare. Respinto con perdite nel macro, c’è allora chi ha ripiegato sul “micro”, l’“infinitamente piccolo” : il pensiero umano, se opportunamente indirizzato, sarebbe in grado di produrre cambiamenti fino al livello subatomico. Cosa un po’ più complessa da provare– e da confutare – in condizioni controllate rispetto agli esperimenti di tipo macro.
Gli “scienziati noetici” si avventurano allora nell’uso del complesso – ed esoterico, alle orecchie dei più – linguaggio scientifico della fisica quantistica, citando il principio di indeterminazione di Heisenberg, il “Gatto di Schrödinger” e la Scuola di Copenhagen. Il paradosso del “gatto di Schrödinger” è stato proposto negli anni ’30 da Erwin Schrödinger per evidenziare le difficoltà teoriche della meccanica quantistica. Lo scienziato ideò un esperimento in cui un gatto (vivo) veniva chiuso in una scatola non trasparente, insieme ad una fiala sigillata contenente cianuro.6 Viene inviato un fotone all’interno della scatola, che avrebbe azionato un meccanismo di rilevamento di un singolo evento quantico. Il fotone potrebbe transitare in A oppure in B, con un’uguale probabilità del 50%. Il passaggio in A avrebbe liberato il cianuro e il felino sarebbe passato a miglior vita. Quello in B invece avrebbe costretto il gatto a vivere ancora in questa valle di lacrime.
Il perfido esperimento, per fortuna del malcapitato gatto,non è mai stato realizzato, ma porrebbe un problemuccio : secondo i fisici della “scuola di Copenaghen” sarebbe proprio l’atto dell’osservazione da parte di un soggetto umano cosciente, che compie in tal modo “una misurazione”, a far “collassare la funzione d’onda del fotone” che “sceglierà” di passare in A oppure in B. Ma qui sta il bello : la “scelta” del fotone di passare da A oppure da B avverrebbe – secondo la teoria – retroattivamente all’atto dell’osservazione. Quindi, finché qualcuno non si prende la briga di sollevare il coperchio per controllare, il micio dovrebbe essere sia vivo che morto.
Se la cosa non sorprende troppo i fisici dell’infinitamente piccolo, in cui molti accettano che una particella elementare possa trovarsi contemporaneamente in due stati diversi, nel mondo “macro” la cosa avrebbe del clamoroso. Uno zombi felino, azzerato o restituito alla vita da uno scienziato voyeur, non si era mai sentito dire. In effetti, secondo una delle interpretazioni correnti della meccanica quantistica, si sostiene che sarebbe il processo di misurazione a forzare il sistema a “compiere una scelta”. Come se i quanti dicessero : “attenzione ragazzi, sono arrivati i turisti dell’atomo; comportiamoci bene e facciamoci trovare proprio dove si aspettano di trovarci!”.
Una grossa discussione si è sviluppata negli anni attorno a questo paradosso, che molti hanno cercato di confutare, visto che conduce a conseguenze sperimentali contraddittorie.7 Dato che la fisica non tratta l’uomo in modo diverso dagli altri corpi, viventi o meno, chi ci assicura però che la “misurazione” avvenga solo quando interviene l’osservazione dell’uomo? “Perché non sarebbe per esempio il gatto stesso a “compiere una misurazione”? Oppure a questo punto, la fiala di veleno?”.8
Inoltre trasferire le proprietà e le leggi fisiche del “micro” al mondo “macro” appare a molti un’inaccettabile forzatura. Celebre la domanda di Einstein a rivolta a Bohr, il padre dell’atomo : “Allora lei sostiene che la Luna non esiste quando nessuno la osserva?”.
Cercando una spiegazione a questo paradosso e alle tante questioni aperte della fisica moderna, qualcuno è giunto a ipotizzare l’esistenza di più mondi paralleli in altre dimensioni, che coesisterebbero con il nostro a tre dimensioni. Altri fisici ritengono “che il passaggio dalla meccanica quantistica al mondo classico della nostra esperienza avvenga in modo graduale, controllato da modifiche alle regole matematiche della meccanica quantistica… La riduzione della funzione d’onda avverrebbe spontaneamente e senza l’intervento umano.9
Vi sono altri modelli che sono stati proposti per superare questo paradosso, anche se la discussione tra i fisici è tuttora aperta. I fautori delle scienze noetiche tuttavia tengono per buono che sia l’osservatore umano a far collassare la funzione d’onda dei quanti, assumendo che questo valga anche nel “macro”. A questo punto mescolano entanglement e correlazione quantistica, teoria delle superstringhe, Upanishad indiana e Libro dello Splendore, travolgendo noi comuni mortali che, magari, rimpiangiamo segretamente di non esserci mai abbonati a Focus. E concludono con Lynne Mc Taggart del PEAR che “la coscienza vivente è l’influenza che trasforma la possibilità di qualcosa in qualcosa di reale. L’ingrediente più essenziale alla creazione del nostro universo è la coscienza che l’osserva”.
E questo sarebbe “L’anello mancante che collega la scienza moderna al misticismo degli antichi”. 10
Il PEAR e il Random Event Generator
Il PEAR, anch’esso citato da DB e dai noetici, aveva iniziato nel 1979 i propri esperimenti “volti allo studio della interazione della coscienza umana con strumenti fisici, sistemi e processi comuni alla pratica ingegneristica contemporanea”. In un esperimento durato molti anni, in cui si cercava di provare l’esistenza di capacità paranormali, alcuni soggetti tentavano di influenzare mentalmente la distribuzione dei numeri casuali prodotti da un generatore di numeri casuali (REG), sulla falsariga del classico lancio della moneta. Un REG può eliminare eventuali imperfezioni fisiche della moneta che altererebbero i risultati : il conteggio degli eventi ottenuti, all’aumentare del numero dei “lanci” della moneta effettuati dal generatore, tenderà dunque al 50% del totale dei lanci, sia per testa che per croce.11
Il PEAR ha pubblicato alcuni risultati di questi esperimenti, da cui si evincerebbe un piccolissimo scostamento dal 50%, valore atteso di ognuno degli eventi, dopo un numero molto elevato di lanci.
Gli autori di questi studi attribuiscono quest’infinitesima anomalia alle capacità mentali di alcuni soggetti coinvolti nell’esperimento (quasi sempre dipendenti del PEAR). Il direttore del PEAR, Jahn, affermava che alcuni soggetti particolarmente predisposti erano capaci di influenzare mentalmente i risultati di due o tre lanci su diecimila.12 I risultati del PEAR sono stati fortemente contestati da ricercatori come J. Richard , che ne ha esaminato il rapporto sui 25 anni di esperimenti. Senza qui entrare nel merito della sua dettagliata analisi, ricordiamo che Richard rilevava come “Una considerevole mole di statistica matematica preceda la conclusione che ben poco, se non niente, c’è nei dati del PEAR che confermi l’esistenza di fenomeni di visione remota”.13
Una profonda critica ai metodi usati dal PEAR per raccogliere e trattare i dati è stata avanzata anche da Hansen, Utts e Markwick, al cui lavoro rimandiamo per chi volesse approfondirne le motivazioni.14 Secondo questi autori il PEAR non ha rispettato i necessari protocolli scientifici nei propri esperimenti. Il PEAR avrebbe applicato poi un metodo assai noto nell’analisi dei dati : se i dati non parlano, torturali abbastanza a lungo e ti confesseranno qualsiasi cosa. In un’altra revisione delle ricerche del PEAR, il fisico Robert L.Park giunse ad affermare che le attività del PEAR “costituivano un imbarazzo non solo per la scienza, ma anche per Princeton”.15 Non molti sanno poi che il PEAR ha chiuso bottega nel febbraio 2007, mettendo termine ingloriosamente a una vicenda durata oltre un quarto di secolo.16
Oggi alcuni ex-appartenenti al PEAR hanno fondato la Psyleron, con lo scopo di esplorare “la connessione tra la mente e il mondo fisico”. La Psyleron vende al pubblico alcuni gadget basati sul REG già usato al PEAR, come una lampada, che assumerebbe colori diversi a seconda degli umori dell’acquirente, e che può essere usata come “centrotavola decorativo, strumento di meditazione o gioco di gruppo”. La Psyleron propone anche il SyncTXT, un’applicazione di telefonia mobile basata sul REG, che permette di “esplorare il mondo della sincronicità e della coincidenza significativa” attraverso l’invio all’utente di SMS personalizzati. Dato che “il subconscio dell’utente può influenzare il REG a distanza, questi SMS possono giungere in tempi sincronizzati (utili o significativi)”. Infine, ai clienti più evoluti, viene proposto un kit che permette di condurre esperimenti domestici in stile PEAR (il kit contiene un REG con connessione USB e un programma di analisi dei dati).17 Ottime idee-regalo natalizie per soci CICAP.
Dall’astro-noetica alla riconnessione tellurico-cosmica
Dicevamo che si registra una recente crescita di siti, blog, associazioni, istituti che si rifanno alle “scienze noetiche”. Come in ogni campo, ci sono i precursori: già dal lontano 1999 negli USA qualcuno ha cercato di dare una nuova mano di tinta all’astrologia, fondando l’astro-noetica, un OGM chimerico che cerca di unire astrologia e “scienze noetiche”.18
Da noi, c’è chi già cavalca tempestivamente l’onda di questa pseudoscienza anche per proporre corsi di formazione per manager di successo 19 o per il riequilibrio energetico di animali domestici in difficoltà. Tra le molte novità nostrane, ci preme segnalare una new entry (febbraio 2010) appetitosa : un “Corso Biennale in Scienze Noetiche” che partirà nel settembre 2010 a Lucca. Il corso tratterà i più disparati temi specialistici quali fisica delle particelle, relatività generale e speciale, fisica del caos e dei frattali, cui mescolerà realtà extraterrestre, chiaroveggenza e intuizione superiore, archetipi simbolici, tantra, metafisica dei numeri, onironautica, emanazionismo della Gnosi e della Cabala, e così via.
Vogliamo rassicurare i lettori più esigenti: sono previsti anche esercizi pratici di “Riconnessione Tellurico-Cosmica”, di “Sottilizzazione Fisica ed Energetica” e di “Regressione nelle Vite Precedenti”.20
Esistono ormai anche numerose pubblicazioni periodiche che cercano di diffondere la noetica, come il Noetic Journal. Quest’ultima “è una rivista interdisciplinare a base scentifica (sic!)”, come recita il sito http://scienzanoetica.blogspot.com/2010/02/noetic-journal.html In attesa di leggerne gli articoli, ci permettiamo di suggerire ai curatori del sito di affiancare alla fisica quantistica anche lo studio dell’ortografia, disciplina poco conosciuta, ma assai promettente
. C’è anche la Noetic Press, a cura di un editore specializzato in “Cosmologia Fisica della Coscienza”. Per quei pochi che la non conoscessero ancora, segnaliamo che questa disciplina si riferisce al “Multiverso olografico conscio”. In soldoni questo non sarebbe altro che “un universo antropico con un inerente principio d’azione teleologica che conduce all’autorganizzazione, come opposta alla Cosmologia del Big Bang dove l’evoluzione è naturalistica (darwiniana) o casuale”. (Incerta traduzione dell’involuta frase “Physical Cosmology of Consciousness Refers to “The Holographic Conscious Multiverse”, an Anthropic Universe with an Inherent Teleological Action Principle Driving Self-Organization; As Opposed to Bigbang Cosmology where Evolution is Naturalistic [Darwinian] or Random.”).21
Una leggenda noetica
Aggiungiamo, per coloro che non avessero ancora perso i sensi, che un blog italiano di “scienza noetica” parla del Web Bot Project, “un software creato per aiutare a fare previsioni del mercato azionario”. Il sito spiega che un non meglio specificato motore di ricerca Internet esegue un’analisi di tutte “le chiacchiere che passano” in Internet per esaminare il nostro “inconscio collettivo”, ovvero “la saggezza delle folle” a livello mondiale. Ma non finisce qui: “… nel 2001 si è cominciato a notare che le previsioni del mercato azionario non era l’unica materia che il software era in grado di prevedere con precisione…. Nel giugno del 2001 …il programma prevede che un determinato evento, che avrà luogo entro i prossimi 60-90 giorni … sarà causa di una grande sconvolgimento mondiale. Purtroppo, la previsione del programma si è dimostrata esatta. Credo che tutti noi ricordiamo cosa accadde l’11 Settembre 2001 alle Torri Gemelle e non solo …”.22
La cosa che ci ha colpito di più, insieme alla sintassi approssimativa, è che il software sia riuscito a prevedere anche il famigerato incidente di caccia dell’ex-vicepresidente americano Dick Cheney. Si ricorderà che nel 2006 Cheney aveva sparato a un suo compagno di caccia ottantenne, scambiato per una quaglia.
Il racconto presenta molte caratteristiche delle leggende metropolitane, unendo verosimiglianza, ansie collettive, stereotipi, indeterminazione delle fonti. In effetti esistono vari motori di ricerca sul WEB, usati da centinaia di milioni di persone ogni giorno; è poi noto che gli analisti finanziari cercano di analizzare la fiducia di consumatori e investitori, costruendo dei “sentiment index”, da inserire all’interno di modelli di previsione sull’andamento dell’economia e dei mercati azionari.
L’esistenza di un ulteriore motore di ricerca che esaminerebbe una montagna di terabyte di chiacchiere su Internet appare quindi verosimile. Si fa implicito riferimento anche alla serendipity, quel processo che talvolta si verifica nella scienza, quando si fa una clamorosa scoperta in modo casuale cercando qualcosa d’altro. L’esempio più noto è quello del Viagra : il sildenafil, il principio attivo che veniva testato per curare l’angina pectoris, si è rivelato per puro caso utile a ben altri scopi.
Un programma come il Web-bot, capace di prevedere il futuro, potrebbe attenuare l’ansia collettiva per possibili atti terroristici e calamità naturali, che la comunicazione globale tende ad amplificare. Le strabilianti capacità di maghi e veggenti sarebbero ormai appannaggio di un software profetico, cosa sempre misteriosa per l’internauta medio, ma assai più “moderna” del folclore esoterico di costoro. Ovviamente il programma prevede delle calamità in tutto il mondo che avranno luogo durante l’anno 2012. Gli stereotipi millenaristici, ed in particolare quello ora di moda legato al calendario Maya, tanto celebrato da riviste e da trasmissioni televisive che puntano al bersaglio grosso, colpiscono ancora. Per ultimo, vogliamo evidenziare come nella vicenda del WebBot ci si guardi bene dallo specificare le fonti, che qualcuno potrebbe prendersi il gusto di andare a controllare. Non si chiarisce dove, quando, da chi, quante volte e a chi sarebbero state comunicate previsioni non generiche sulle catastrofi; e quante volte il programma abbia invece fatto cilecca. Ecco dunque una leggenda metropolitana “in versione noetica”, di cui sentivamo la mancanza.
Piccole pseudoscienze crescono
“Il simbolo perduto” di DB non è un trattato scientifico, ma un thriller. Commenti e critiche dovrebbero riguardarne dunque gli aspetti estetici e letterari : però siamo partiti da questo libro per lo straordinario successo di pubblico che ha reso popolari anche le tesi “scientifiche” utilizzate. DB propone temi di fisica quantistica e indica come scientificamente provati fenomeni che non lo sono affatto. Definisce scientifiche le attività dello IONS e del PEAR, senza specificare sia la natura delle attività svolte dal primo che la fine non troppo gloriosa del secondo. In particolare, per quanto riguarda lo IONS, abbiamo cercato di mettere in evidenza che questo si colloca più nel campo della filosofia e della religione, che della scienza vera e propria. Le attività del PEAR invece non appaiono avere fornito risultati tangibili dell’influenza della mente umana sul mondo fisico.
Ciò che a noi premeva mettere in rilievo è che alla noetica non può essere concesso l’attributo di scienza, presentando invece molte caratteristiche di una “pseudoscienza”. Gli “scienziati noetici”, pur negando che la scienza abbia gli strumenti per spiegare una realtà troppo complessa, recuperano tuttavia parte del linguaggio e del dibattito scientifico moderno sulla teoria dei quanti. Estrapolano poi alcune ipotesi, formulate in meccanica quantistica per interpretare l’“infinitamente piccolo”, sulle quali gli scienziati si stanno ancora interrogando e le considerano valide anche per il mondo macroscopico.
Come le altre pseudoscienze, si utilizza in parte il linguaggio e alcune acquisizioni della scienza, senza tuttavia rispettarne i requisiti. In particolare quelli di riproducibilità e di verificabilità in condizioni controllate. Un’ulteriore condizione che la noetica non rispetta è il famigerato “criterio di falsificabilità” suggerito da Karl Popper.
Per esempio, non è dato sapere come si faccia a testare l’ipotesi che gli umani abbiano un potenziale divino, o che, invece del colesterolo, l’uomo della strada abbia le vene piene di midichlorian come un Cavaliere Jedi.
Analogamente ad altre pseudoscienze, la noetica si avvale di affermazioni vaghe, non misurabili, impossibili da confutare, basate soprattutto su esperienze personali. Anche qui si utilizza il cosiddetto “mantra dell’olismo”, affermando che la realtà è talmente complessa che la scienza ufficiale non riesce a spiegarla, mentre solo il ricorso alla sapienza millenaria degli antichi potrebbe aiutare a sviluppare appieno la conoscenza dell’esistente.
La noetica si autodichiara “scienza” e lo fa però “senza volerne pagare il prezzo, in termini di metodo rigoroso, che questa etichetta richiede”.23
La “scienza noetica”, che mira alla “piena valorizzazione del potenziale umano”, tutt’al più potrebbe essere considerata una risposta pseudoreligiosa alla crisi d’autorevolezza delle religioni convenzionali. Propone – come si direbbe in romanesco – una “misticanza” di stagione (mistica mescolanza?) di dottrine orientaleggianti e di meccanica quantistica, cui si aggiunge il condimento di un linguaggio insieme scientifico ed esoterico per rendere più appetibile il tutto. In conclusione, dopo che DB ha reso celebre nel mondo la noetica, non ci resta che attendere con trepidazione l’offerta di trattamenti di “cristalloterapia olistico-noetica” o di corsi di formazione in “caffeomanzia noetico-transazionale”. E magari la fondazione di nuove discipline come la “sindonologia noetica” che sboccerà per incanto, nei dintorni di Torino, nei prossimi mesi.
Ancora una volta il problema è che l’essere umano mostra una preoccupante propensione a subire il discreto charme delle bufale, che gli vengono presentate in confezioni regalo sempre più eleganti e sofisticate. Come ben sanno chiromanti, pubblicitari e uomini politici.
E, purtroppo, anche gli pseudoscienziati.
PS - Questo post è un remake del post da noi pubblicato qualche mese fa su un altro nostro blog . Vd. POST PRECEDENTE
NOTE
1D.Brown, Il Simbolo Perduto, Mondadori 2009, p.11
2Si veda anche E.Mitchell, Way of the Explorer: An Apollo Astronaut’s Journey Through the Material and Mystical Worlds, ,Putnam & Son, 1996.
4http://www.noetic.org/membership_2008/circle_08.html
5http://www.noetic.org/index.cfm
7Paolo Musso, filosofo della scienza, porta argomentazioni assai convincenti per scalzare questo paradosso, vd P. Musso, “Una buona pallottola per il gatto di Schrödinger.” in “Epistemologia”, XXII (1999), n.2
9Ibidem
10Citato da D.Brown, op.cit., pp.73,74. Di Lynn Mc Taggart si veda anche The Field, The Quest for the Secret Force of the Universe, Harpers Paperbacks, 2008; e The Intention Experiment: Using Your Thoughts to Change Your Life and the World, Free Press, 2008.
11http://www.princeton.edu/~pear/human_machine.html
12Una sintesi dei risultati delle attività del PEAR è riportata nel Paper R. G. Jahn, B. J. Dunne, R. D. Nelson, Y. H. Dobyns, and G. J. Bradish, “Correlations of Random Binary Sequences with Pre-Stated Operator Intention: A Review of a 12-Year Program1, PEAR
14G.Hansen, J.Utts, and B.Markwick, “Critique Of The Pear Remote-Viewing Experiments”, in The Journal of Parapsychology, 1992.
16http://www.nytimes.com/2007/02/10/sc…in&oref=slogin
17Gli scopi della Psyleron e i prodotti in vendita sono riportati su www.psyleron.com
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